Parlare di osteopatia ginecologica, tecnicamente, non è del tutto corretto. L’osteopatia è già un approccio di terapia manuale che considera il corpo nel suo complesso e può quindi comprendere anche l’area pelvica e ginecologica.
È però una definizione utile per capirci: quando parlo di osteopatia ginecologica o osteopatia pelvica, mi riferisco a un trattamento osteopatico che pone una particolare attenzione alla pelvi e alle strutture che si trovano in questa zona.
Se ti rivolgi a me per una problematica muscoloscheletrica, infatti, non posso considerare soltanto il punto in cui senti dolore o fastidio: devo tenere conto di come quella zona si inserisce nel funzionamento complessivo del tuo corpo.
Che cos’è l’osteopatia e come considera il corpo
Rivediamo velocemente che cos’è l’osteopatia.
L’osteopatia è un approccio di terapia manuale che prende in considerazione diverse strutture del corpo, come ossa, muscoli, legamenti, articolazioni, tessuti connettivi o organi interni (ma non solo! ma ne parleremo in un altro momento), osservando anche le relazioni tra movimento, postura e respirazione.
Questo significa che, durante una valutazione osteopatica, non mi concentro necessariamente soltanto sulla zona in cui avverti il problema.
Faccio un esempio banalissimo.
Se hai avuto una distorsione alla caviglia e per un certo periodo hai zoppicato, inevitabilmente hai modificato il modo in cui camminavi e distribuivi il peso. Il tuo corpo può essersi adattato a questo cambiamento coinvolgendo muscoli, articolazioni e altre strutture dalla zona della dostorsione a salire.
Questo non significa che una distorsione alla caviglia debba necessariamente provocarti, per esempio, una cervicalgia. Significa però che la zona in cui compare il sintomo non racconta sempre da sola tutta la storia e che può essere utile osservare il modo in cui il corpo si è organizzato nel suo insieme.

Osteopatia ginecologica e area pelvica
La stessa cosa vale quando il problema riguarda la pelvi.
Se ti rivolgi a me per dolore o disturbi nell’area pelvica, durante la valutazione considero le componenti ossee, articolari e muscolari del bacino, ma anche i tessuti connettivi e i rapporti tra tutte le strutture presenti nella pelvi.
In osteopatia si parla spesso di mobilità e di micromovimento. È un concetto che, soprattutto quando si parla di organi interni, può creare parecchia confusione.
E quindi facciamo un po’ di chiarezza.
Gli organi si muovono davvero?
Per molti anni alcune spiegazioni utilizzate in osteopatia sono rimaste legate alle teorie formulate quando questa disciplina è nata, circa 150 anni fa.
Nel frattempo, per fortuna, le nostre conoscenze sul corpo sono andate avanti e non possiamo ragionare sul suo funzionamento con le stesse conoscenze che avevamo nell’Ottocento.
Quando in osteopatia si parla del “movimento” di un organo non significa che quell’organo si sposti autonomamente all’interno del corpo.
Gli organi sono collegati ai tessuti circostanti e vengono coinvolti nei piccoli spostamenti determinati, tra le altre cose, dalla respirazione e dai rapporti con il tessuto connettivo.
La stessa cosa vale per gli organi presenti nella pelvi.
Quali organi siano presenti dipende naturalmente dalla tua anatomia: possono comprendere, per esempio, vescica, utero, ovaie, retto e prostata.
Quando effettuo una valutazione osteopatica dell’area pelvica, quello che mi interessa è quindi comprendere come si muovono e interagiscono le diverse strutture e se siano presenti rigidità o limitazioni che possono essere rilevanti all’interno del tuo quadro complessivo.

Quando può essere utile l’osteopatia ginecologica?
Un trattamento osteopatico ginecologico può essere preso in considerazione quando stai vivendo una problematica che interessa l’area pelvica e, dopo una valutazione, emerge una componente muscoloscheletrica o funzionale sulla quale può essere utile lavorare.
Può quindi entrare a far parte di un percorso, per esempio, se stai affrontando:
- dolore pelvico o dolore pelvico cronico;
- vulvodinia;
- dispareunia, cioè dolore durante la penetrazione;
- dolori mestruali;
- dolore associato all’endometriosi;
- cambiamenti e disturbi muscoloscheletrici durante la gravidanza.
Nel caso dell’endometriosi e di altre patologie ginecologiche, naturalmente, il trattamento manuale non sostituisce la diagnosi, le visite specialistiche o le terapie indicate dalle figure mediche di riferimento. Alcuni studi hanno valutato la terapia manuale come possibile intervento complementare per il dolore pelvico associato all’endometriosi, ma le evidenze disponibili sono ancora limitate e il percorso deve essere costruito sulla situazione individuale.
Per questo preferisco parlare di approccio integrato: non esiste un trattamento valido indistintamente per qualsiasi dolore pelvico.
Come si svolge una valutazione di osteopatia pelvica
Durante la valutazione controllo la mobilità delle articolazioni del bacino e osservo come si comportano le strutture muscolari e fasciali della zona.
La valutazione osteopatica dell’area pelvica avviene attraverso tecniche manuali esterne e non invasive. Il profilo professionale italiano dell’osteopata prevede infatti espressamente l’utilizzo di tecniche osteopatiche manuali, non invasive ed esterne.
Questo è un punto importante, perché osteopatia e riabilitazione del pavimento pelvico possono essere integrate all’interno dello stesso percorso, ma non sono la stessa cosa.
E la valutazione interna del pavimento pelvico?
Nel mio caso c’è una particolarità importante: oltre a essere osteopata, sono fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico.
Se durante il percorso ritengo utile proporti una valutazione interna, quindi, non lo faccio in quanto osteopata ma all’interno della valutazione fisioterapica del pavimento pelvico.
E comunque c’è una parola che viene prima di qualsiasi tecnica: consenso.
Ti spiego sempre cosa vorrei valutare, perché potrebbe essere utile e come verrà effettuata la valutazione. Sei tu a decidere se desideri procedere.
Non sei obbligatə a sottoporti a una valutazione o a un trattamento che non desideri, qualunque sia il motivo. Puoi fare domande, chiedermi di fermarmi o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento.

Perché non valuto soltanto la zona in cui senti dolore
Torniamo al punto da cui eravamo partiti.
Se vieni da me perché hai un problema nell’area pelvica, non significa che passerò tutta la valutazione concentrandomi esclusivamente sul bacino.
L’approccio osteopatico parte proprio dall’idea che le diverse parti del corpo non funzionino come compartimenti completamente separati.
Per questo valuterò anche gli arti inferiori, la colonna vertebrale, il modo in cui ti muovi, la respirazione e altre strutture che possono avere una relazione con la problematica che stai vivendo.
Con un’attenzione particolare alla zona pelvica, certo, ma senza dimenticare tutto il resto.
Diffida quindi dall’idea che per trattare un problema sia sempre sufficiente lavorare esattamente nel punto in cui senti dolore: tu non sei soltanto la zona in cui hai male.
Il sintomo è inserito all’interno di un contesto corporeo molto più ampio.
Osteopatia ginecologica e riabilitazione del pavimento pelvico: il mio approccio integrato
La mia formazione comprende fisioterapia, osteopatia e riabilitazione del pavimento pelvico.
Quando vieni da me per una problematica pelvica o ginecologica non considero queste competenze come tre scatole separate da aprire una alla volta.
Parto da ciò che stai vivendo, dalla tua storia e dalla valutazione per capire quali strumenti possano essere più utili nel tuo caso.
In alcuni percorsi sarà sufficiente lavorare con tecniche osteopatiche esterne. In altri potrà essere utile integrare la riabilitazione del pavimento pelvico. In altri ancora sarà necessario il confronto o il lavoro parallelo con ginecologə, medicə o altre figure professionali.
L’obiettivo non è utilizzare tutte le tecniche che conosco solo perché le conosco. Sarebbe un approccio piuttosto bizzarro.
L’obiettivo è scegliere quelle che hanno senso per te, per il tuo corpo e per il problema che stai vivendo.
Se stai cercando un percorso di osteopatia ginecologica a Reggio Emilia, il primo incontro serve proprio a fare questo: capire insieme cosa stai vivendo e quale tipo di approccio può essere più adatto alla tua situazione.