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Disfunzione erettile: cause, ansia da prestazione e quando chiedere aiuto

Disfunzione erettile cause ansia da prestazione e quando chiedere aiuto

Tabella dei Contenuti

Un episodio occasionale di difficoltà a raggiungere o mantenere l’erezione non equivale automaticamente a una disfunzione erettile: può capitare in momenti di stanchezza, stress, distrazione o semplicemente perché la risposta sessuale non è sempre identica.

Il falso mito più comune è proprio questo: pensare che un singolo episodio significhi automaticamente “avere un problema”, quando invece una certa variabilità della risposta erettile può far parte della normale esperienza sessuale.

Preferisco evitare il termine “impotenza”, perché è impreciso e carico di un giudizio che non ha nulla a che fare con la realtà clinica. Parlare di disfunzione erettile permette di descrivere ciò che sta accadendo senza trasformarlo in un’etichetta sulla persona.

È importante considerare insieme aspetti fisici, psicologici, sessuali e relazionali, perché l’erezione nasce dall’interazione tra sistema vascolare, sistema nervoso, ormoni, stimolazione, emozioni e contesto.[1]

Che cos’è la disfunzione erettile?

La disfunzione erettile è la difficoltà persistente a raggiungere oppure mantenere un’erezione sufficiente per vivere un’attività sessuale soddisfacente.[1]

Non viene quindi definita sulla base di un singolo episodio.

Per comprenderla vengono considerate la frequenza con cui accade, la persistenza nel tempo, il contesto in cui si verifica e il disagio che provoca alla persona.

Può manifestarsi in modi diversi: può esserci difficoltà a raggiungere l’erezione fin dall’inizio oppure può capitare di perdere l’erezione durante il rapporto o durante altre attività sessuali.

Anche il contesto può fornire informazioni utili. Una persona, per esempio, può avere erezioni spontanee o notturne e incontrare difficoltà soprattutto durante l’attività sessuale con un’altra persona.

La presenza o assenza di erezioni notturne può fornire informazioni nella valutazione, tanto che esistono test specifici che le analizzano, ma non permette da sola di stabilire che la causa sia esclusivamente fisica o psicologica.[2]

Quali possono essere le cause della disfunzione erettile?

Le cause della disfunzione erettile sono spesso multifattoriali: più elementi possono sovrapporsi e influenzarsi reciprocamente.

I fattori cardiovascolari hanno un ruolo importante, perché l’erezione dipende anche da un adeguato afflusso di sangue ai tessuti erettili. Condizioni come ipertensione, diabete, aterosclerosi e altre patologie cardiovascolari o metaboliche possono quindi contribuire alla difficoltà.

Anche alcuni farmaci possono influenzare la funzione erettile, così come possono essere coinvolti fattori ormonali, neurologici, conseguenze di interventi chirurgici nella zona pelvica e altre condizioni di salute.

Se una difficoltà compare dopo l’inizio o la modifica di una terapia farmacologica, è importante parlarne con lə medicə senza sospendere autonomamente il farmaco.

E poi ci sono stress, stanchezza, ansia, emozioni e contesto relazionale.

Fisico e psicologico non sono infatti due scatole separate: una difficoltà inizialmente legata a un fattore fisico può generare ansia e preoccupazione, e quell’ansia può successivamente contribuire a mantenere il problema.

La disfunzione erettile persistente merita inoltre una valutazione medica perché è associata al rischio cardiovascolare e, in alcune persone, può precedere la manifestazione clinica di una malattia cardiovascolare.[1] [3]

Questo non significa che avere una difficoltà erettile voglia dire automaticamente avere una patologia cardiaca. Significa però che una difficoltà persistente o ricorrente merita di essere approfondita anche dal punto di vista della salute generale.

Quali possono essere le cause della disfunzione erettile

Che cos’è l’ansia da prestazione?

L’ansia da prestazione sessuale è la preoccupazione anticipatoria legata alla paura di non riuscire a vivere il rapporto sessuale come ci si aspetta da sé stessə o come si pensa che la persona partner si aspetti.

Può iniziare anche dopo un episodio di difficoltà erettile.

Quell’episodio viene vissuto come un fallimento, nasce la paura che possa succedere di nuovo e proprio quella preoccupazione può interferire con la risposta sessuale successiva.

Quando la persona controlla continuamente il proprio livello di erezione durante il rapporto, fenomeno chiamato spectatoring, l’attenzione si sposta dalle sensazioni, dal piacere e dal contatto con la persona partner alla valutazione continua della propria performance. Questo meccanismo di auto-osservazione e paura del fallimento è descritto tra i fattori che possono contribuire al mantenimento delle difficoltà erettili.[4]

E si può creare un circolo:

paura di perdere l’erezione → controllo dell’erezione → aumento dell’ansia → maggiore difficoltà → conferma della paura iniziale.

Quando la difficoltà è prevalentemente situazionale, ansia, aspettative e contesto possono quindi avere un ruolo importante. Questo però non significa che sia opportuno attribuire automaticamente il problema a una causa psicologica senza considerare anche gli aspetti fisici.

Se vuoi capire meglio come una consulenza possa lavorare su questi aspetti, ho spiegato più nel dettaglio che cos’è la consulenza sessuale e quando può essere utile.

Erezione e desiderio sono la stessa cosa?

No. Erezione e desiderio sessuale sono fenomeni distinti, anche se possono influenzarsi reciprocamente.

È possibile provare desiderio senza che si accompagni necessariamente a un’erezione, per esempio in presenza di ansia da prestazione oppure di alcune condizioni fisiche.

Ed è altrettanto possibile avere un’erezione spontanea senza provare un particolare desiderio sessuale in quel momento.

Distinguere questi aspetti è importante perché aiuta a comprendere meglio dove si trova la difficoltà.

Avere desiderio ma incontrare problemi di erezione racconta qualcosa di diverso rispetto a un cambiamento più generale che coinvolge contemporaneamente desiderio, eccitazione e risposta fisica.

Quali aspettative sulla mascolinità possono peggiorare il problema?

Diverse aspettative culturali sulla mascolinità possono aumentare la pressione legata all’erezione.

L’idea che debba essere immediata, automatica e sempre disponibile non tiene conto del fatto che la risposta sessuale dipende dal contesto, dallo stato emotivo, dalla stimolazione e da moltissimi altri fattori.

Allo stesso modo, pensare che l’erezione debba rimanere invariata per tutta la durata di un rapporto trasforma una risposta corporea in una prova da superare.

C’è poi la pressione a dover necessariamente “far godere” la persona partner, come se il piacere dell’altra persona dipendesse esclusivamente dalla propria erezione e dalla penetrazione.

Anche pornografia e alcuni modelli culturali possono contribuire a costruire aspettative poco realistiche sulla sessualità, mostrando una risposta sessuale apparentemente continua e indipendente da stanchezza, ansia, tempi e contesto.

La sessualità reale, però, non è una performance perfettamente programmata.

Ridurre il rapporto sessuale alla domanda “ce l’ho abbastanza duro?” significa spesso perdere di vista tutto ciò che dovrebbe renderlo piacevole.

Consulenza sessuale per disfunzione erettile per persone con pene

Che ruolo può avere il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico partecipa alla funzione erettile e alcuni suoi muscoli contribuiscono ai meccanismi che permettono di mantenere la rigidità del pene durante l’erezione.

Esistono studi che hanno valutato l’utilizzo dell’allenamento della muscolatura del pavimento pelvico nella disfunzione erettile, con risultati promettenti, anche se gli studi disponibili utilizzano protocolli differenti e presentano una qualità metodologica variabile.[5]

Questo però non significa che ogni problema di erezione dipenda dal pavimento pelvico, né che la soluzione sia semplicemente “rinforzarlo”.

Una valutazione fisioterapica può avere senso soprattutto quando alla difficoltà erettile si accompagnano altri sintomi, come dolore pelvico, tensione, difficoltà nel rilassamento muscolare, disturbi urinari oppure conseguenze di interventi urologici.

Forza, tono, rilassamento e coordinazione della muscolatura sono elementi che possono essere valutati all’interno di un quadro più ampio.

Se vuoi capire meglio questa parte del corpo puoi leggere il mio approfondimento sull’anatomia e le funzioni del pavimento pelvico.

Quando la valutazione indica che questa componente può avere un ruolo, nel mio studio propongo anche percorsi di riabilitazione del pavimento pelvico.

Come può aiutare una consulenza sessuale?

In una consulenza sessuale si può lavorare sulla storia personale e relazionale della persona, sulle convinzioni legate alla sessualità e sulle dinamiche che possono contribuire a mantenere la difficoltà.

Quando è presente ansia da prestazione, uno degli obiettivi può essere quello di ridurre il controllo continuo sulla risposta fisica e riportare progressivamente l’attenzione verso sensazioni, piacere, comunicazione e intimità.

Può essere utile anche mettere in discussione alcune equivalenze molto diffuse:

  • erezione = desiderio
  • erezione = eccitazione
  • penetrazione = rapporto sessuale riuscito
  • perdita dell’erezione = fallimento

Non funzioniamo in modo così semplice.

La o le persone con cui si fa sesso abitualmente possono essere coinvolte quando la dinamica relazionale contribuisce al problema, per esempio quando è diventato difficile parlare di ciò che sta succedendo oppure quando anche la persona partner vive ansia, insicurezza o paura di essere la causa della difficoltà.

Disfunzione erettile le aspettative sulla mascolinità possono peggiorare il problema

Quando è importante rivolgersi al medico?

Una difficoltà erettile persistente o ricorrente dovrebbe essere approfondita dal punto di vista medico.

La valutazione può prendere in considerazione salute cardiovascolare e metabolica, farmaci assunti, fattori ormonali, eventuali condizioni neurologiche e altri aspetti della storia clinica.

A seconda della situazione possono essere coinvolti medicə di medicina generale, andrologə, urologə o altre figure specialistiche.

L’approfondimento è particolarmente importante quando la difficoltà:

  • compare frequentemente o persiste nel tempo;
  • compare improvvisamente senza una spiegazione evidente;
  • è presente in diversi contesti;
  • si accompagna a cambiamenti delle erezioni spontanee o notturne;
  • compare insieme ad altri sintomi o a cambiamenti importanti dello stato di salute;
  • è associata a fattori di rischio cardiovascolare o metabolico.[1] [3]

Esistono anche trattamenti medici specifici per la disfunzione erettile, ma la scelta del trattamento dipende dalla causa e deve essere valutata con unə medicə.

Una difficoltà sessuale non dovrebbe quindi essere automaticamente attribuita all’ansia, così come non dovrebbe essere automaticamente interpretata come esclusivamente organica.

Spesso il percorso più sensato è proprio integrare le diverse competenze.


Fonti e approfondimenti

[1] European Association of Urology (EAU). Guidelines on Sexual and Reproductive Health – Management of Erectile Dysfunction. Definizione, classificazione, cause, fattori di rischio, valutazione clinica e rapporto con la salute cardiovascolare.

[2] National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Diagnosis of Erectile Dysfunction. Valutazione diagnostica e ruolo delle erezioni notturne nell’inquadramento della disfunzione erettile.

[3] Köhler TS et al. The Princeton IV Consensus Recommendations for the Management of Erectile Dysfunction and Cardiovascular Disease. Mayo Clinic Proceedings, 2024. Rapporto tra disfunzione erettile, rischio cardiovascolare e valutazione cardiovascolare.

[4] European Society for Sexual Medicine (ESSM). A Psychosocial Approach to Erectile Dysfunction: Position Statements from the European Society of Sexual Medicine. Sexual Medicine, 2021. Ansia da prestazione, auto-monitoraggio, spectatoring e fattori psicologici nella disfunzione erettile.

[5] Myers C, Smith M. Pelvic floor muscle training improves erectile dysfunction and premature ejaculation: a systematic review. Physiotherapy, 2019;105(2):235–243. Evidenze disponibili sull’utilizzo del training del pavimento pelvico nella disfunzione erettile.

FAQ

Domande frequenti

Un episodio in cui perdo l'erezione significa che ho una disfunzione erettile?

No. Una difficoltà occasionale può verificarsi per moltissimi motivi, tra cui stanchezza, stress, distrazione, alcol, contesto o semplicemente normale variabilità della risposta sessuale. È utile approfondire quando il problema diventa persistente o ricorrente e provoca disagio.

Può esserci una componente situazionale legata, per esempio, ad ansia da prestazione, pressione, contesto relazionale o differenze nella stimolazione. Questa differenza può fornire informazioni utili, ma non permette da sola di stabilire la causa.

Sì. La paura di perdere l’erezione può portare a controllare continuamente la propria risposta fisica e spostare l’attenzione dal piacere alla performance. L’ansia può quindi contribuire al mantenimento della difficoltà erettile.

Il pavimento pelvico partecipa alla funzione erettile e il training della muscolatura pelvica è stato studiato come possibile intervento in alcuni casi di disfunzione erettile. Questo non significa però che tutti i problemi di erezione dipendano dal pavimento pelvico o che sia sempre necessario rinforzarlo.

Una difficoltà erettile persistente dovrebbe essere valutata anche dal punto di vista medico, soprattutto per considerare possibili cause cardiovascolari, metaboliche, ormonali o neurologiche. Quando sono presenti ansia da prestazione, difficoltà legate alla sessualità o sintomi del pavimento pelvico, il percorso può coinvolgere anche consulenza sessuale e fisioterapia del pavimento pelvico.

Autrice
Dott.ssa Glenda Baraldini fisioterapista e osteopata inclusiva lgbtqia+ reggio emilia
dott.ssa Glenda Baraldini

Fisioterapista, osteopata e consulente sessuale a Reggio Emilia

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/glɛn.daˈsplɛi.niŋ/

sostantivo, rigorosamente non accademico

L’arte di spiegare cose sul corpo, sul pavimento pelvico e sulla sessualità in modo chiaro, diretto e senza giudizio.

Nasce dall’unione di Glenda e explaining: perché ci sono argomenti di cui spesso si parla troppo poco, troppo male o con un numero decisamente eccessivo di paroloni.

Glendasplaining è il mio spazio per fare chiarezza, sfatare falsi miti e rispondere a quelle domande che magari hai sempre avuto ma non hai mai saputo a chi farle.

Niente lezioni dall’alto.
Solo cose spiegate bene.