Il dubbio più frequente che sento nel post parto è quasi sempre lo stesso: “È normale?”.
Perdite urinarie, sensazione di peso, dolore durante i rapporti vengono spesso considerati fastidi inevitabili, quasi un prezzo da pagare per aver partorito. Sono sintomi comuni nel post partum, ma questo non significa che debbano essere considerati inevitabili o semplicemente sopportati: nella maggior parte dei casi possono essere affrontati e migliorati con un percorso mirato.
Un altro equivoco frequente riguarda il tipo di parto: una valutazione del pavimento pelvico dopo il parto non riguarda soltanto chi ha avuto un parto vaginale. La gravidanza sottopone di per sé il pavimento pelvico a un carico importante: immagina tutto il peso che deve sostenere per mesi.
La cosa che ti vorrei dire subito è che non serve aspettare che un sintomo diventi invalidante per chiedere una valutazione, e non serve nemmeno avere necessariamente un sintomo per conoscere meglio lo stato e la funzionalità del proprio pavimento pelvico dopo il parto.
Come cambia il pavimento pelvico durante la gravidanza e il parto?
Durante la gravidanza, il pavimento pelvico è sottoposto a un carico crescente per mesi: il peso dell’utero e le modificazioni ormonali e posturali possono modificare progressivamente tono, elasticità e capacità di sostegno di questi muscoli.
Durante il parto vaginale, i tessuti del pavimento pelvico si distendono in modo significativo per permettere il passaggio del bambino e possono essere interessati da lacerazioni, episiotomie o semplicemente da un forte stiramento muscolare e connettivale.
Anche dopo un parto cesareo, però, può avere senso prestare attenzione alla funzionalità del pavimento pelvico: i mesi di gravidanza hanno comunque sottoposto questi tessuti a cambiamenti e carichi importanti. Inoltre, nel recupero dopo un cesareo è utile considerare anche la cicatrice addominale e il funzionamento complessivo di addome, respirazione e pavimento pelvico.
Per questo motivo, una valutazione del pavimento pelvico post partum può essere utile indipendentemente dalla modalità del parto.

Pavimento pelvico post partum: quali sintomi osservare?
Ci sono diversi segnali che meritano attenzione nel periodo successivo al parto:
- perdite urinarie, anche minime e legate a colpi di tosse, starnuti, salti o altri sforzi;
- sensazione di peso o di “qualcosa che scende” nella zona vaginale, che può essere associata anche alla presenza di un prolasso;
- dolore pelvico, dolore alla cicatrice o fastidio durante la seduta prolungata o il cammino;
- dolore o disagio durante i rapporti sessuali;
- difficoltà nel ritorno all’attività fisica, per esempio durante corsa, salti o esercizi ad alto impatto;
- sensazione di “non sentire più” o non riuscire a controllare il pavimento pelvico come prima;
- stipsi o difficoltà a trattenere gas o feci.
Anche una diastasi addominale che persiste o interferisce con la funzione e con il ritorno alle proprie attività può essere utile da valutare nel quadro complessivo del recupero post partum.
Quando fare una valutazione del pavimento pelvico dopo il parto?
In generale, intorno alle sei-otto settimane dopo il parto può essere un buon momento per una prima valutazione: i tessuti hanno avuto un primo tempo di recupero e si può iniziare a capire come sta procedendo la ripresa.
Non è però una scadenza valida allo stesso modo per tuttə. Il momento esatto può variare in base alla situazione individuale, alla modalità del parto, alla guarigione dei tessuti e alla presenza di eventuali sintomi.
Come ti ho già detto, la valutazione non riguarda soltanto chi ha avuto un parto vaginale: anche dopo un cesareo può essere utile valutare il pavimento pelvico e il recupero complessivo del corpo.
E non è necessario aspettare di avere un problema importante. Una valutazione può servire anche per conoscere meglio la funzione del proprio pavimento pelvico, imparare a gestirlo correttamente e ricevere indicazioni personalizzate sulla ripresa graduale delle attività quotidiane e sportive.

Come si svolge la valutazione del pavimento pelvico post partum?
Durante la valutazione osservo diversi aspetti: il tono e la capacità di contrazione e rilassamento del pavimento pelvico, la presenza di eventuali prolassi, la qualità dei tessuti e delle eventuali cicatrici da lacerazione o episiotomia.
Un’attenzione particolare va anche all’addome e alla respirazione, perché pavimento pelvico, diaframma e muscoli addominali lavorano in sinergia. Anche l’eventuale presenza di una diastasi addominale viene quindi considerata nel quadro complessivo della valutazione.
Le cicatrici, sia perineali sia addominali nel caso del cesareo, vengono valutate con attenzione per osservare mobilità, sensibilità, eventuale dolore e il modo in cui possono influenzare il movimento e il comfort della persona.
Ogni valutazione viene personalizzata sulla base della storia della gravidanza e del parto, dei sintomi riferiti, degli obiettivi della persona e del suo stile di vita, incluso il rapporto con l’attività fisica.
Riabilitazione del pavimento pelvico post parto: come viene costruito il percorso?
Il momento in cui si può iniziare a lavorare attivamente sul pavimento pelvico dipende dalla situazione clinica individuale, dai tempi di guarigione dei tessuti e dalle indicazioni emerse durante la valutazione.
Il percorso può includere lavoro di consapevolezza corporea, gestione del tono muscolare, tecniche di respirazione, gestione delle pressioni intra-addominali e, quando indicato, un graduale lavoro di rinforzo funzionale integrato con il resto del corpo.
Non esiste un programma standard valido per tutte le persone, perché ogni storia di gravidanza e parto è diversa, così come lo sono gli obiettivi personali.
C’è chi vuole tornare a correre, chi desidera non avere più perdite urinarie, chi vuole ritrovare serenità nei rapporti.
Gli obiettivi vengono sempre stabiliti insieme alla persona, tenendo conto delle sue priorità e della sua quotidianità, non di un protocollo standardizzato.
L’approccio integrato con l’osteopatia che utilizzo ci permette inoltre di considerare, quando necessario, anche eventuali problematiche muscolo-scheletriche presenti nel percorso di recupero.
Fisioterapia dopo il parto e ritorno allo sport: quando riprendere?
Molte persone, al rientro all’attività fisica dopo una gravidanza, presentano problemi di incontinenza urinaria, soprattutto durante salti, corsa o sollevamento pesi.
Se questo ti succede, è un buon motivo per fare una valutazione del pavimento pelvico prima di continuare ad aumentare intensità e carico.
Se invece hai giocato d’anticipo e hai fatto la valutazione prima di tornare ad allenarti, dovremo tenere presenti diverse cose:
- la presenza o meno di sintomi come perdite urinarie o sensazione di peso durante lo sforzo;
- la capacità di gestire la pressione intra-addominale;
- la tolleranza del pavimento pelvico e del resto del corpo al movimento;
- una progressione graduale del carico.
Corsa e salti richiedono un’attenzione particolare perché sono attività ad alto impatto.
Il ritorno dovrebbe quindi essere progressivo e adattato alla singola persona, partendo eventualmente da attività a impatto più basso e aumentando gradualmente intensità, durata e carico.
Perdite urinarie durante l’attività, sensazione di peso, dolore pelvico o altri dolori che compaiono o aumentano durante l’allenamento sono segnali da approfondire prima di proseguire con l’aumento del carico.

Sessualità e dolore nei rapporti dopo il parto
Molte persone riferiscono un cambiamento significativo del proprio modo di vivere la sessualità dopo il parto.
Il desiderio può ridursi per diversi motivi: cambiamenti ormonali, stanchezza, sonno ridotto e nuovo assetto della vita quotidiana e relazionale. È un cambiamento frequente nel post partum.
Anche dolore e secchezza vaginale possono essere presenti, soprattutto nei primi mesi e durante l’allattamento.
Il rapporto con il proprio corpo può modificarsi profondamente: alcune persone si sentono più distanti dal proprio corpo, altre faticano a riconoscersi nella nuova immagine corporea.
In tutti questi casi può essere molto utile integrare una consulenza sessuale al percorso di riabilitazione del pavimento pelvico, per affrontare insieme sia gli aspetti fisici sia quelli emotivi legati alla sessualità nel post parto, senza sentirsi solə o inadeguatə di fronte a un cambiamento che riguarda tantissime persone.
Ricordati sempre che la consulenza sessuale può essere fatta anche insieme alla persona partner.