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Differenze tra fisiatra e fisioterapista: quando rivolgersi a chi?

Differenza tra fisiatra e fisioterapista a chi rivolgersi

Tabella dei Contenuti

Fisiatra e fisioterapista vengono spesso confusi, probabilmente anche perché i loro nomi sono molto simili. Entrambi lavorano nell’ambito della riabilitazione, del dolore muscoloscheletrico e del recupero funzionale, ma non sono la stessa figura professionale.

La differenza essenziale è questa: lə fisiatra è unə medicə specializzatə in Medicina Fisica e Riabilitativa, mentre lə fisioterapista è unə professionista sanitariə della riabilitazione.

Questo però non significa che una figura debba necessariamente venire “prima” e l’altra “dopo”. Fisiatra e fisioterapista possono lavorare separatamente oppure collaborare all’interno dello stesso percorso, a seconda della situazione.

Se serve soprattutto un inquadramento medico, una diagnosi o la prescrizione di esami e farmaci, può essere indicato rivolgersi al fisiatra. Se invece il bisogno riguarda movimento, funzionalità, recupero dopo un problema muscoloscheletrico o un percorso riabilitativo, è possibile in molte situazioni rivolgersi direttamente allə fisioterapista.

Qual è la differenza tra fisiatra e fisioterapista?

Per capire la differenza tra fisiatra e fisioterapista bisogna partire soprattutto da formazione e competenze.

Lə fisiatra è unə medicə chirurgo che, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, ha completato la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa.

Lə fisioterapista è invece unə professionista sanitariə della riabilitazione, con una laurea abilitante in Fisioterapia e competenze specifiche nella valutazione funzionale, nella prevenzione, nel trattamento e nella riabilitazione.

Detta in modo semplice:

  • lə fisiatra lavora anche sull’inquadramento medico della condizione;
  • lə fisioterapista lavora sul funzionamento della persona, sul movimento e sul percorso riabilitativo.

I due ambiti possono naturalmente incontrarsi e integrarsi.

Cosa fa il fisiatra?

Il fisiatra è un medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa.

Durante una visita può raccogliere la storia clinica, valutare i sintomi, effettuare un esame medico e integrare eventuali esami già eseguiti per arrivare a un inquadramento diagnostico.

In quanto medico può inoltre:

  • formulare una diagnosi medica;
  • prescrivere farmaci;
  • richiedere esami diagnostici;
  • indicare ausili e dispositivi quando necessari;
  • proporre o prescrivere interventi riabilitativi;
  • valutare l’indicazione a procedure mediche specifiche;
  • coinvolgere altri specialisti quando il quadro lo richiede.

Nelle situazioni riabilitative più complesse può inoltre contribuire alla definizione e al coordinamento del progetto riabilitativo complessivo, lavorando insieme alle altre figure sanitarie coinvolte.

Può quindi diventare particolarmente importante quando il problema non è ancora stato chiarito dal punto di vista medico oppure coinvolge patologie, sintomi o condizioni che richiedono un approfondimento specialistico.

Infografica semplice e professionale divisa in due aree: “Fisiatra” e “Fisioterapista”. Per il fisiatra rappresentare concetti come diagnosi medica, esami, farmaci e inquadramento clinico; per il fisioterapista valutazione funzionale, movimento, esercizio terapeutico e riabilitazione. Le due aree devono sovrapporsi parzialmente al centro per rappresentare la collaborazione, evitando l'idea di una gerarchia tra le professioni.

Cosa fa il fisioterapista?

Lə fisioterapista effettua una valutazione fisioterapica e funzionale, cioè analizza in che modo il problema sta influenzando movimento, forza, mobilità, coordinazione, attività quotidiane e partecipazione della persona.

La valutazione funzionale è una delle competenze specifiche della professione fisioterapica e permette di definire gli obiettivi e il programma di trattamento.

A seconda della situazione, il percorso può comprendere strumenti diversi, per esempio:

  • esercizio terapeutico;
  • terapia manuale;
  • rieducazione del movimento;
  • recupero della mobilità e della forza;
  • educazione e strategie per la gestione delle attività quotidiane;
  • percorsi specifici di riabilitazione.

Nel mio lavoro, per esempio, la valutazione fisioterapica può portare a un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico oppure, quando indicato, a un lavoro di Rieducazione Posturale Globale.

Il fisioterapista non formula una diagnosi medica e non prescrive farmaci o esami diagnostici. Questo non significa però che si limiti a “eseguire” una terapia prescritta da qualcun altro: la professione fisioterapica è autonoma e comprende valutazione funzionale, pianificazione e realizzazione dell’intervento fisioterapico nell’ambito delle proprie competenze.

Fisiatra e fisioterapista: quali sono le differenze principali?

Sul piano della formazione, quindi, lə fisiatra è unə medicə specializzatə, mentre lə fisioterapista è unə professionista sanitariə della riabilitazione.

Sul piano delle competenze:

Diagnosi medica
È competenza del medico. Lə fisioterapista effettua invece una valutazione funzionale e fisioterapica.

Esami diagnostici e farmaci
Possono essere prescritti dal medico. Lə fisioterapista non ha potere prescrittivo medico.

Valutazione funzionale
È una competenza propria del fisioterapista e serve a comprendere come il problema influenza movimento, attività e funzionalità della persona.

Programma fisioterapico
Viene definito dal fisioterapista sulla base della valutazione, degli obiettivi e dell’eventuale documentazione clinica disponibile.

Trattamento riabilitativo
Lə fisioterapista segue direttamente il percorso nel tempo attraverso gli strumenti più appropriati alla situazione, monitorando i risultati e modificando il trattamento quando necessario.

Non siamo quindi davanti a due versioni della stessa professione, ma a competenze differenti che possono essere complementari.

Quando andare dal fisiatra?

Può essere utile rivolgersi al fisiatra quando è necessario prima di tutto un approfondimento medico della situazione.

Per esempio, può essere indicato quando sono presenti:

  • sintomi di origine non chiara;
  • condizioni neurologiche;
  • quadri clinici complessi;
  • patologie croniche che coinvolgono diversi aspetti della salute;
  • necessità di una valutazione medica dopo interventi chirurgici importanti;
  • necessità di prescrivere esami, farmaci o altri interventi medici;
  • situazioni nelle quali devono essere coordinate più figure sanitarie.

Questo non significa che ogni dolore debba necessariamente passare prima da una visita fisiatrica.

In presenza di sintomi che fanno sospettare condizioni che richiedono un approfondimento medico, però, la valutazione del medico diventa una parte importante del percorso.

Quando andare dal fisioterapista?

In molte situazioni è possibile rivolgersi direttamente allə fisioterapista.

La fisioterapia può essere il punto di partenza, per esempio, in presenza di problematiche muscoloscheletriche o funzionali, limitazioni del movimento, recupero dopo alcuni infortuni o necessità di iniziare un percorso riabilitativo.

Questo vale anche per ambiti molto specifici.

Nella riabilitazione del pavimento pelvico, per esempio, il primo incontro comprende una valutazione della funzionalità muscolare, dei sintomi e delle difficoltà riferite dalla persona. Puoi approfondire come funziona questo tipo di percorso nella pagina dedicata alla riabilitazione del pavimento pelvico a Reggio Emilia.

Nel regime libero-professionale l’accesso al fisioterapista può avvenire direttamente, senza che sia necessariamente presente una prescrizione medica. La situazione è diversa per alcune prestazioni effettuate attraverso il Servizio Sanitario Nazionale o strutture accreditate, dove le modalità di accesso possono prevedere prescrizioni o percorsi specifici.

Durante la valutazione, inoltre, una parte importante del lavoro del fisioterapista consiste proprio nel riconoscere quando il problema non può essere gestito esclusivamente attraverso la fisioterapia.

Se emergono sintomi o elementi che richiedono un approfondimento diagnostico, la persona viene indirizzata al medico o allo specialista più appropriato.

valutazione fisioterapica del movimento.

Per il mal di schiena è meglio il fisiatra o il fisioterapista?

Dipende dalla situazione.

Prendiamo l’esempio di una persona con lombalgia persistente.

Se ci sono elementi che richiedono un approfondimento medico, il fisiatra può effettuare la valutazione clinica, formulare una diagnosi e richiedere eventuali esami.

Il fisioterapista può invece valutare movimento, mobilità, forza, gestione dei carichi e limitazioni funzionali, costruendo un percorso riabilitativo sulla base di ciò che emerge.

In alcune situazioni una delle due valutazioni può essere sufficiente; in altre è utile che le due figure collaborino.

Nel mio lavoro, quando dalla valutazione emerge che può essere utile intervenire anche su mobilità, respirazione e organizzazione complessiva del movimento, posso utilizzare strumenti come la Rieducazione Posturale Globale.

Fisiatra e fisioterapista possono lavorare insieme?

Assolutamente sì.

Anzi, nei percorsi più complessi la collaborazione tra professionisti permette di osservare lo stesso problema da prospettive differenti.

Il fisiatra può occuparsi dell’inquadramento medico e degli aspetti che richiedono competenza medica, mentre il fisioterapista segue la valutazione funzionale, il trattamento e l’evoluzione della persona nel corso del percorso riabilitativo.

Non ha quindi molto senso chiedersi chi sia “meglio” tra fisiatra e fisioterapista.

La domanda utile è un’altra: di quale competenza ho bisogno in questo momento?

FAQ

Domande frequenti

Fisiatra e fisioterapista fanno la stessa cosa?

No. Lə fisiatra è unə medicə specializzatə in Medicina Fisica e Riabilitativa, mentre lə fisioterapista è unə professionista sanitariə della riabilitazione. Hanno competenze differenti, anche se possono lavorare insieme nello stesso percorso.

Lə fisioterapista non formula una diagnosi medica, ma effettua una valutazione funzionale e fisioterapica sulla base della quale definisce il proprio programma di intervento.

Nel regime libero-professionale generalmente no: è possibile rivolgersi direttamente a un fisioterapista. Nei percorsi tramite Servizio Sanitario Nazionale o strutture accreditate possono invece essere previste modalità di accesso e prescrizioni differenti.

Dipende dai sintomi e dalla situazione. Quando è necessario un approfondimento medico o diagnostico può essere indicato il fisiatra; quando il problema riguarda soprattutto movimento e funzionalità può essere possibile iniziare direttamente con una valutazione fisioterapica.

Non è sempre necessario saperlo in anticipo. Un professionista sanitario deve anche essere in grado di riconoscere quando il problema richiede competenze differenti e indirizzare la persona verso la figura più appropriata.

Autrice
Dott.ssa Glenda Baraldini fisioterapista e osteopata inclusiva lgbtqia+ reggio emilia
dott.ssa Glenda Baraldini

Fisioterapista, osteopata e consulente sessuale a Reggio Emilia

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Non sai da chi iniziare?

Se non sei sicurə se la tua situazione richieda prima un inquadramento medico oppure possa essere affrontata partendo da una valutazione fisioterapica, possiamo capire insieme quale sia il percorso più appropriato.

Nel mio studio a Reggio Emilia mi occupo in particolare di riabilitazione del pavimento pelvico, osteopatia e Rieducazione Posturale Globale, costruendo ogni percorso sulla base della valutazione e delle necessità individuali.

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sostantivo, rigorosamente non accademico

L’arte di spiegare cose sul corpo, sul pavimento pelvico e sulla sessualità in modo chiaro, diretto e senza giudizio.

Nasce dall’unione di Glenda e explaining: perché ci sono argomenti di cui spesso si parla troppo poco, troppo male o con un numero decisamente eccessivo di paroloni.

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